sabato 3 settembre 2011

Nessuno mi può giudicare, seconda visione.



Come da mia [purtroppo perduta] abitudine quando un film mi piace lo vedo più volte di seguito, citando una mia amica che rispondeva a qualcuno che si vantava che un film apprezzato lo avesse visto tre volte nella vita posso dire che un film che non mi piace lo vedo tre volte...

Durante questa seconda visione, continuando l'apprezzamento per il titolo, traspare, almeno nel mio caso l'importanza di avere qualcuno vicino, amico, estranei, insomma la necessità di una collettività con cui confrontarsi.

Per una persona che vive sola, sola in mezzo ai molti al lavoro e che ricava i pochi momenti con gli amici o familiari quando può questo è un messaggio importante.

Qualcuno dice che nasciamo e moriamo soli, beh, allora forse in questo troppo breve intervallo fra le due, cazzo, cerchiamo di non esserlo, no? :)

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