sabato 30 aprile 2011

Primo maggio un cazzo… :|



Poco fa scendo al supermercato per quelle due cosette che mi "servono" per domani che è festa.

Alla cassa una signora saluta la cassiera augurandogli buone cose per il giorno di riposo a venire, ma l'altra risponde che l'esercizio resterà aperto.

Chiedo se è vero e di parlare con il direttore, nelle due battute seguenti scopro anche che la giornata viene data a recupero e non ricompensata come dovuto.

Tralasciando le considerazioni d'un'altra cliente, che sembrava intenta a portare a termine il suo massimo impiego nella vita, imbusto e saluto.

Qui c'è un problema grave, qui c'è un problema legato al rapporto fra l'uomo ed il lavoro, legato anche al terrorismo psicologico. Come è possibile volersi tanto male da non riuscire a comprendere che un impegno lavorativo va vincolato all'orario pattuito e deve avere uno stipendio adeguato?

Come è possibile passare sopra alcune richieste come quelle di lavorare il primo maggio?

Il problema non è neanche dire "se me lo chiedono io non lavoro" perché finché ci sarà qualcuno disponibile a farlo la cosa non cambierà, come non cambierà se c'è chi è disposto a prestazioni ad stipendi inesistenti al pari del lavoro di qualcun'altro.

La crisi è una presa per il culo che viene usata a fini terroristici, i soldi ci sono, non arrendiamoci così, sappiamo che è una cosa sbagliata che va contro i nostri diritti umani e gli unici che la possono fermare siamo noi lavorando compatti.

Se non lo fate per voi perché di voi stessi non ve ne frega un cazzo fatelo almeno per le altre persone e per chi ha lottato perché fossero istituiti questi diritti.

Grazie.

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