sabato 5 marzo 2011

[Codemotion] Essere o non essere programmatore…


Oggi era il grande giorno del Codemotion, quell'evento che mi ha interessato subito non appena ne ho saputo l'esistenza.

Il fomento iniziale però è andato scemando, prima ho rinunciato a fare il volontario, poi ieri ho deciso di non partecipare, anche se giorni a dietro ho sognato che mi rammaricavo di non esserci andato.

Stamattina mi sveglio con calma e decido di recuperare l'allenamento in palestra saltato per acciacchi dei giorni a dietro. Tornando a casa però un messaggio che mi chiede se ero all'evento affolla il mio cellulare incuriosendomi.

Riesco a capire chi fosse il mittente e lo sento al telefono, finalmente mi convinco ad incamminarmi, rassicurato dall'essere vicino casa e quindi a portata in caso non avessi riscontrato interesse.

Vengo accolto da una folla che non pensavo, da persona sorprendentemente interessate alla cosa, da neo laureati in cerca di lavoro e da un'aria positiva. Certo non mancavano le varie ditte che illustravano come tutto rose e fiori la propria azienda nascondendo la polvere sotto il tappeto, ma l'umiltà palpabile del tutto riusciva a non essere sgradevolmente falsa. Arrivo purtroppo tardi per il talk di uno sviluppatore di giochi che conosco, ma riesco a presenziare a quello di un amico, nel quale non ci capisco nulla, ma c'ero… :)

Dopo poco comunque fuggo, non è un ambiente per me, forse lo poteva essere un tempo, ma l'esperienza e le disillusioni della vita in questo ambito mi hanno portato ad essere refrattario all'argomento, reputando l'informatica non più del mezzo che mi consente di arrivare a fine mese, non come agli inizi quanto magari ci credevo un minimo di più, di questo non ne ha colpa nessuno, semplicemente i miei interessi si sono spostati in altri ambiti per mille motivi, in finale non siamo più nel Kansas ormai.

Di base sicuro l'argomento mi interessa, ma ho smesso di portate, o desiderare di portare, bandiere che solo una decina d'anni sarei stato orgoglioso, e speranzoso, di sfoggiare.

Comunque l'esperienza è stata meglio di quello che potevo aspettarmi ed alla fine, per quel breve momento, è valsa la pena almeno di capire in prima persona di cosa si trattava.

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