venerdì 12 febbraio 2010

Doveri e voleri.

Non mi ricordo se ho già affrontato l'argomento, ma non mi pare.

Da qualche tempo mi sto rendendo conto di come troppo spesso si pensa che alcune cose siano un dovere invece di comprendere che siamo solo noi a volerle.

L'esempio più palese con cui mi confronto è il dover lavorare.

Mi spiego meglio: quante volte ci troviamo a dire "… non posso perché devo lavorare…" oppure "… mi piacerebbe molto, ma devo lavorare…" e giustifichiamo così la mancata possibilità di fare qualcosa che ci arricchirebbe molto di più.

Io non voglio dire che non bisogna lavorare, anzi, ma almeno rendiamoci conto che è una volontà e non un dovere.

"… non posso perchè voglio lavorare, lo voglio perchè voglio mantenere il mio tenore di vita, perché voglio le cose delle quali mi circondo e voglio evitare alle persone care inconvenienti legati al denaro, ma lo voglio, nessuno mi obbliga in realtà…".

Questa sarebbe un'importante presa di coscienza ed un passo avanti, comprendendo che siamo solo noi i fautori di ciò che facciamo, senza nessun dovere o stronzate analoghe, anche se spesso è facile nascondersi dietro un dito.

Cominciamo a comprendere ciò che effettivamente vogliamo e tutto filerà meglio, sicuro...

1 commento:

Lock ha detto...

Mi sembrava ovvio. Non è che ogni volta ti devo specificare tutto per filo e per segno. Come il "me ne vado fra 30 minuti" durante la tormenta di neve. Se smette non ha più senso andare.
Ma in questo caso non è "voglio lavorare per mantenere il mio tenore di vita" ma "devo lavorare per mantenere il mio tenore di vita". Se potessi farne a meno lo farei, l'idea di finire sotto un ponte con queste nevicate non mi attira neanche un po'. Come non mi attira neppure l'idea di diventare uno bravo e guadagnare 2000 dollari a succhiata.