domenica 20 settembre 2009

Morti di guerra…

Da giorni non faccio altro che sentire notizie sui militari morti nell'attentato di giovedì scorso.

Non voglio essere cattivo, non voglio andare contro nessuno, mi può dispiacere di queste persone morte come di chiunque lascia questo mondo, ma queste persone sono sanno dove sono, sanno che situazione vanno a trovare, sanno che sono cose che, purtroppo, possono capitare.

Una delle prime testimonianze che ho sentito ha esplicitamente detto che sapevano il pericolo che c'era passando per quel tragitto e che hanno fatto sottovalutato la situazione, in pratica è successo perché hanno fatto na cazzata.

Mi sono rotto i coglioni di tutto questo cordoglio inutile da ogni parte politica e non, mi sono rotto i coglioni di lutti nazionali o rimandi di manifestazioni o altro in rispetto delle persone che perdono la vita.

Quelle persone non ci sono più e penso che il modo migliore per onorarle sia vivere, andare avanti, consapevoli del dolore, ma convinti che fermare tutto non cambierà nulla.

Questo non è rispetto, è stupido quieto vivere di un paese che rispetta molto più i morti che i vivi.

E so di non essere il solo che la pensa così, sta' a noi farci sentire a questo punto.

1 commento:

Lock ha detto...

è facile scrivere "hanno fatto una cazzata". queste cose succedono in un attimo, non sono tutti Col Moschin e non tutti reagiscono in un microsecondo. tra l'altro, a differenza degli americani, non hanno l'autorizzazione a sparare a vista in simili frangenti. quindi non è stata una cazzata ma una tragedia. forse evitabile ma sicuramente tragedia.

che ci fossero andati per soldi o per passione non è importanti, sono figli d'Italia e per l'Italia sono morti. per questo dovresti rispettarli e ringraziarli per il lavoro che fanno, che serve a tutelare anche noi, qui al sicuro nelle nostre casette.

poi che i "giornalisti" siano coglioni non ci piove (ai parenti delle vittime: "come si sente?") e ci sono un sacco di persone che usano queste tragedie per migliorare la propria immagine. ma la commozione della gente è reale, e quella è importante.

poi forse io mi sento più legato a queste cose perché condivido con loro il corpo di appartenenza ma è giusto che vicende come queste siano ricordate e tramandate.