venerdì 27 febbraio 2009

Beni di prima invidualità...

Ieri mi trovavo a riflettere, vedendo in tv persone che sbraitavano contro Tremonti, su come ci sia un'ottica drogata sui beni di prima necessità e su come le persone potrebbero affrontare questa crisi in corso.

C'erano persone che si sono viste portare via il lavoro perchè le ditte spostano il lavoro all'estero dove costa meno, ditte esternalizzate che licenziano in tronco oltre cento persone, impiegati che sbroccano perchè c'è chi fa il loro stesso lavoro alla metà del loro stipendio e loro vengono messi in cassa integrazione.

Ho pensato alle due parti, da una parte un ministro che, in parte anche giustamente, non sa che rispondere e cerca di dare risposte non chiare come può, dall'altra ex lavoratori più o meno rabbiosi che danno più o meno addosso.

Nella mia ignoranza mi sono messo a pensare alle priorità che si hanno nella vita di tutti i giorni e del perchè se c'è la crisi esse non vengono riviste. Ad esempio se servono soldi perchè non cominciamo a tagliare completamente finanziamenti che non vengono elargiti ad aspetti della vita che potrebbero facilmente essere messi in pausa? Se ci sono sovvenzioni di milioni per cose come il cinema, la musica, l'arte, ma soprattutto, non voglio citare Baricco, per mostre o concerti che sicuro non cambiano la vita dell'uomo se sospese, o se li cambiano se per un anno ci sentiamo i cd che abbiamo, ci vediamo i film che già ci sono e ci leggiamo i libri già usciti non penso che morirà nessuno. Idem non succede nulla se, ad esempio, interrompessero i campionati sportivi. O forse tutto questo in realtà serve, se non altro per una sete consumistica di cose nuove e per alimentare una distrazione generale per non farci pensare al momento storico.

Dall'altra parte perchè ogni lavoratore ha interesse solo al suo stipendio e non a quello di tutto, quanti sarebbero pronti a non accettare un posto di lavoro se non vengano assunti anche tutti gli altri colleghi senza lavoro? Sembrano un branco arrabbiato, troppo spesso sono tanti singoli e non un gruppo e probabilmente è questo che non fa funzionare il tutto.

Una delle interviste poi secondo me è incomprensibile, una ragazza che aveva progettato di sposarsi quest'anno non lo fa perchè ha perso il lavoro, aspettando tempi migliori, non riuscendo a capire che ogni momento è quello migliore e che la perdita del lavoro forse è solo una scusa come mille per non sposarsi, ma è solo una delle (dei) tanti che trovano giustificazioni minime per non affrontare gli eventi.

Sarò utopico, ma sono anni che penso che l'unica soluzione attuabile sia quella di un blocco globale dal basso, ma blocco totale, niente servizi se non quelli base, niente suppellettili, niente distrazioni se non quelle che già abbiamo.

Blocco totale immediato.

Altrimenti diventa anche inutile lamentarsi, tanto vale continuare a parlare di gol di mano e di concorrenti con le tette, tanto si vede che è quello che veramente conta, no?

Con questo comunque non voglio per nulla dire che io sono un santo o che non spendo soldi in cazzate, l'ho voluto chiarire a scanso di equivoci. :)

1 commento:

Lock ha detto...

il blocco totale esiste e ce l'hanno i paesi del terzo mondo.
potremmo benissimo bloccare tutti i servizi diciamo "non vitali".
senza soldi "buttati" in cinema e calcio potremmo sconfiggere il cancro ma in fondo alla gente non interessa. si sta sulla terra per una manciata di secondi e vogliono divertirsi, non preoccuparsi dei problemi degli altri. almeno fino a quando non capita a loro...