martedì 16 settembre 2008

Gira il mondo e va...

Anche Stefano Rosso ha deciso che era tempo di lasciarci a questo manicomio senza più allietarci con i suoi stornelli, che non sò quanti se li ricorderanno in futuro.

Era un cantautore romano, forse l'ultimo di una scuola ormai scomparsa da tempo, di persone umili che cantavano di ciò che conoscevano spesso con una spensieratezza disarmante.

Ascoltarlo mi fa pensare ad una Roma che non c'è più, una Roma che neanche ho mai visto, ma che è nostalgicamente positiva, ed è come se fosse quella in cui i miei genitori hanno vissuto da giovani, è strana come cosa. Le sue canzoni, che occupano buona parte del mio iPod, mi hanno accompagnato per tanto di quel tempo, sin da quando ero piccolo, canzoni che, non so come, parlavano anche della mia vita.

Ho avuto la fortuna di vederlo in concerto un paio di volte, di parlarci e non scorderò mai una battuta che fece qualche anno fa su di un palco: "... ormai i miei figli sono grandi... pensate che uno di loro ha due anni più di me..." :)

Ciao Stefano, ci vediamo dall'altra parte...

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