lunedì 16 maggio 2016

[Nintendo Gamecube] Mario Power Tennis


Correva l'anno 2004, allora la mia vita era un'altra, rincorrevo la mia vita fra lavoro e scuola di fumetto, la mia casa era un porto di mare e praticamente ogni sera era una nuova opportunità per ritrovarsi o uscire con amici.

In questo contesto la mia passione per i videogiochi si consumava soprattutto su quel Gamecube che tante soddisfazioni mi aveva già dato.

Un giorno tornando dall'azienda, che in quel tempo era dalle parti di Via Tuscolana, passai svogliatamente per un negozio che ormai non c'è più. Non troppo convinto comprai questo gioco che sarebbe diventato, di lì in avanti, probabilmente quello che ho più giocato in multi di sempre.

Con Alessio, socio d'allora e amico di sempre, eravamo arrivati a livelli di sfida veramente elevati, passando ore sul titolo, prendendo sempre gli stessi personaggi e non lasciandocene passare più una, con tanto di insulti distraenti per accaparrarci quel punto che ci avrebbe fatto vincere il set.

Bei ricordi d'un periodo ormai passato.

Parlando del titolo posso dire che si tratta d'una versione molto arcade del gioco del tennis, semplice da padroneggiare, ma con un gameplay talmente stratificato da renderlo, come molte produzioni della grande N, quel gioco dal quale non ci si riesce più a staccare.

I personaggi sono molti e ben calibrati, anche se, una volta compreso quale sia il proprio stile, si punta sempre allo stesso alter ego, puntando all'umiliazione dell'avversario.

Ok, il single player non è profondissimo, ma la sfida è ben calibrata, i segreti da sbloccare poi tengono incollato il completista molte ore per collezionati.

Insomma, uno di quei bei giochi che ora non vengono più prodotto.

Oggi dopo anni l'ho ripreso (avevo venduto la mia copia quando ancora aveva valore) e mi riprometto di acquistare l'equivalente per il Wii U, pur sapendo che non mi darà mai le emozioni che questo piccolo gioiello mi ha saputo regalare allora.

Veramente un must have.

venerdì 13 maggio 2016

NO OIL cafoni


Chi mi conosce sa bene che mi stanno sul cazzo molte categorie di persone.

Una di queste è rappresentata dai ciclisti indisciplinati, soprattutto quelli che si mettono la targa NO OIL.

Negli ultimi anni questa categoria ha invaso marciapiedi e metro, posti dove non possono stare, spesso per moda più che per vera necessità.

La legge prevede che le biciclette, in quanto veicoli, utilizzino esclusivamente le carreggiate quando usate propriamente e possano essere trasportate a mano, quindi con i piedi a terra, sui marciapiedi.

Nulla, ormai, almeno nella mia zona nessuno si attiene a tale regolamento, rispondendo anche in malo modo quando glielo si fa notare.

Spesso tali veicoli sfrecciano senza nessun rispetto per i pedoni, utilizzando anche i campanelli per chiedere "strada".

Alle stazioni metro le biciclette poi hanno uno spazio dove possono essere parcheggiate, cosa che viene ignorata, venendo legate dove capita.

Bene, era da tempo che volevo provvedere personalmente alla cosa e quella che vedete in foto il primo di una serie di oggetti che andrò a collezionare da tali veicoli abbandonati.

Devo solo riuscire a capire quanto sia difficile sfilare un sellino, quando lo capirò passerò a fare lo scalpo senza pietà.

Non servirà a nulla, passerò io dalla parte del torto, ma se nessuno ha insegnato l'educazione civica a questi pirati del marciapiede o delle stazioni metro è ora che l'imparino a proprio danno.

Si si, lo so, sono uno stronzo, ma mi hanno davvero esasperato.

giovedì 12 maggio 2016

[Fase 1 - Giorno 5 di 60] Stop.

Sono stato nuovamente dal medico, durante la seduta non sapeva che pesci prendere, non sapeva quali alimenti indicarmi o meno, non si era preparato, quando gli ho detto che quello che mi stava prescrivendo non era adatto al mio caso ha consultato internet per vedere cosa fosse meglio.

In un percorso del genere una delle cose fondamentali è la fiducia, io non riesco a fidarmi, quindi non posso seguire una persona del genere.

Non voglio dire che non sia qualificato, ma non ha il know how necessario per seguire un caso come il mio.

Naturalmente cercherò di fare tesoro di quelle poche dritte che mi ha dato, ma se andrò avanti sarà grazie a quello che sento sia meglio e non grazie a lui.

Nessuna remora e vado avanti, magari riuscendo a crescere.

Un bacio, S.

Beato te contadino...


Questo John Deere mi guardava in sede con aria di sfida da un paio di giorni, oggi, finalmente, ho attaccato.

mercoledì 11 maggio 2016

[Fase 1 - Giorno 4 di 60] Primo stop.

Sapevo sarebbe successo, speravo solo non tanto presto.

Stamattina mi sono svegliato con avvisaglie di dolori al piede, so bene cosa significa e perché, lo avevamo anche ipotizzato con Iuef, solo ne io ne lui ci aspettavamo che l'acido urico si sarebbe fatto vivo tanto presto.

Quindi oggi ho dovuto mandare a monte il regime alimentare e domani vado al suo studio a capire come procedere.

Speriamo bene, S.

martedì 10 maggio 2016

[Fase 1 - Giorno 3 di 60] Oggi è dura…

Ho affrontato la prima giornata al lavoro col nuovo regime alimentare e, come da titolo, è stata dura.

Dura perché cominciano a mancarmi le vecchie abitudini e dura perché l’orribile offerta della mensa è comunque attraente.

Mi sono “accontentato” di tacchino e, tanti, spinaci.

Ho pure fatto un casino facendo la spesa, dimenticandomi metà delle cose da acquistare, per fortuna ho preso tutto quello di cui avevo un immediato bisogno.

È comunque riscontrare una maggiore lucidità nei compiti da svolgere e un essere essenzialmente più sveglio.

La cosa che, forse stupidamente, mi rincuora è il sapere che oggi sono a 1/20 del tragitto, domani 1/15 e giovedì 1/10. :)

Almeno tornando ho trovato la nuova collezione Lego Minifigures, quella Disney, a un giornalaio.


Continuo e vediamo, S.

lunedì 9 maggio 2016

[The Pills - Sempre meglio che lavorare] A voi non piacerà…


Finalmente sono riuscito a vedere per bene questo film.

Non è semplice affrontare il discorso legato a esso, in quanto seguo i video del gruppo da tempo, tali video sono ambientati a Roma, in posti che ho frequentato e quindi il fattore nostalgia è notevole e il giudizio non può essere quindi del tutto distaccato.

Comunque ci troviamo davanti a un prodotto particolare, non usando questo termine in maniera stupida.

Ciò che lo rende particolare è il contrasto effettivo fra il messaggio, anzi i messaggi, che vuole esprimere e il come viene espresso.

Il messaggio è semplice, parla di amicizia, amicizia nel senso più profondo del termine, quella che riesce a farti incazzare con persone a cui vuoi bene, a tenere li tuo punto per cercare di fargli comprendere qualcosa, ma nel contempo quell’amicizia sempre presente nei momenti in cui ne hai bisogno. Insomma, l'amicizia che man mano puoi rispecchiare sempre in meno persone che conosci.

Il film cerca di analizzare il disagio di chi, come me, si sente praticamente sempre nel posto sbagliato nel momento sbagliato, sia esso il lavoro o un ritrovo, se non quando, appunto, non si ha l’appoggio di un amico.

Viene poi affrontato l’argomento spinoso del che cazzo fare della propria vita. Ora non so voi, ma io, tutt’oggi a quasi 40 anni, non lo so. Ho un lavoro che nella maggior parte delle volte non mi piace, passo troppe ore con persone delle quali non me ne frega nulla, non per nulla il termine colleghi esiste per questo, e mi continuo a dire che prima o poi svolterò. Non so se la svolta sia una cosa radicata particolarmente nel romano o nell’italiano proprio fatto sta che si sente sempre che quello che si ha, e si viva, sia meno di quello che si vorrebbe effettivamente. Naturalmente non si sa bene quale possa essere la situazione ideale, così si vive in uno stato di perenne scontentezza emotiva.

Altro argomento presente nel film probabilmente è prettamente attuale, il fatto che nel giro di veramente pochi anni si sono andati a perdere dei punti di riferimento cittadini che fino a una decina, probabilmente quindici, anni fa c’erano. Così posti interessanti dove passare le serate hanno lasciato il posto a locali per fighetti con prezzi allucinanti e persone finte. Anni fa te ne fregavi di come uscivi, potevi fare quello che ti pareva in posti accoglienti, oggi è tutta una selezione all’ingresso, peccato che l’ingresso è il portone del palazzo di casa tua. Pe dinne una guardate che fine j’hanno fatto da ar Villaggio. :(

Tecnicamente il film è ben realizzato e traspare la voglia di farlo, il giocare col colore e il bianco e nero funziona e molte scene sono come devono essere.

Quello che non funziona, purtroppo, è la sequenzialità degli eventi. Temo che ci sia stato una forte supervisione sul montaggio e alcune parti sembrano slegate fra loro, soprattutto nella prima metà. Si eccede poi di sequenze musicali, sapete quelle scene con la musica e le immagine scollegate che dovrebbero servire ad accompagnare le spiegazioni? Ecco, in un film di 80 minuti averne molteplici spezza troppo il ritmo, anche se, e qui torniamo all’ipotesi d’una supervisione, restano sempre funzionali.

La scelta sonora pur rispecchiando i miei interessi attuali tende all’imposizione lì dove vai a selezionare praticamente tutti i gruppi d’una realtà romana “alternativa”.

Questo lungometraggio mi ha lasciato parecchie cose, magari sono le cose che mi servono o mi servono ora, ma i concetti espressi, molti, vanno a toccare le corde che devono.

Invito chiunque pensi che il gruppo funzioni solo sulla corta misura a rilassarsi e a godersi, spegnendo ogni distrazione possibile, il loro operato.


Io intanto torno alla ricerca della mia cicorietta. ;)

domenica 8 maggio 2016

[Fase 1 - Giorno 1 di 60] L’inizio.

Chi mi conosce sa bene che ho sempre avuto una mole importante, data sia dalla mia stazza che dal fatto che non mi sono mai curato dei chili in eccesso, accumulandone a dismisura nel corso degli anni.

Negli ultimi mesi avevo già fatto dei tentativi per calare di peso, aveva anche funzionato, se non fosse stato che i prodotti utilizzati mi hanno causato problemi alla pelle, rivelatisi poi una malattia rara dormiente esplosa senza un motivo concreto.

Negli ultimi mesi mi sono curato, ho dovuto girare a volto coperto fino a pochi giorni fa, ripromettendomi di pensare al peso solo dopo aver archiviato questo disagio.

Detto ciò giovedì scorso ho finalmente incontrato la persona che mi avevano indicato, alla quale mi riferirò come Iuef, per un percorso di dimagrimento, puntando si alla mia salute, ma soprattutto per cercare, magari una volta tanto, di sradicare abitudini ormai da troppo sedimentate.

Iuef sembra una persona onesta e disponibile, intende seguirmi per un arco di cinque mesi puntando a ripristinare una forma ideale, senza strafare, senza puntare all’anoressia e, oltretutto, senza pesarmi. Mi ha proprio detto che i risultati li vedremo dalla forma fisica più che dal peso e di non preoccuparmi dello stesso.

Il regime alimentare sarà suddiviso in più fasi, la prima, che ho cominciato oggi, impone l’astinenza dall’ammissione di carboidrati per sessanta giorni, anche se non in maniera totale in quanto essi potranno essere consumati moderatamente durante la colazione.

Quindi mi aspettano due mesi di carne alla piastra e verdure praticamente.

Non posso dire che l’idea mi alletti, bisognerà vedere quanto la cosa sarà fattibile, come reagirà il mio organismo, tanto al livello emotivo quanto fisico, e se riuscirò a portare avanti effettivamente l’impegno.

Fatto sta che oggi ho cominciato e, vedendo il film The Martian, mi è venuto in mente che tenere un diario dell’esperienza mi avrebbe potuto aiutare, già solo per poter consultare gli appunti presi.

Naturalmente anche quella di tenere un diario è un’ipotesi, sono assente da queste pagine ormai da troppo tempo, non è che non avessi più nulla da dire, ma una mancanza di feedback per lungo tempo non facilita un’esperienza come questa.

Comunque io ci provo, sia a mantenere il regime alimentare, sia a condividere l’esperienza, non si sa mai che non torni utile a qualcuno oltre che a me.

Al momento sono rilassato e incuriosito, speriamo non ci siano intoppi e che riesca nell’impresa, in caso sparissi invece non sarebbe ne la prima ne l’ultima volta.


Intanto vi bacio e a presto, sinceramente, S.

sabato 31 gennaio 2015

... ma lei è quello dei pacchi?


Oggi mi reco in farmacia per prendere qualcosa per il mal di gola che mi assilla da qualche giorno, la commessa esordisce chiedendomi se io sono "quello dei pacchi".

Non essendo avvezzo ai palinsesti televisivi comprendo il riferimento solo dopo la seconda volta che mi viene rivolta la domanda e rispondo negativamente.

Lei insiste una terza volta, a quel punto rispondo di si, non mi constava nulla farla contenta.

Mentre mi serve mi dice che in tv sembravo più alto e conclude l'interazione con un in bocca al lupo al quale rispondo crepi.

Al momento lei probabilmente passerà i prossimi giorni a dire "aho, non sai chi ho servito in negozio...", voi potete trovare a questo link la persona a cui si riferiva la commessa e giudicare quanto possa essere io costui.

Vabbè... :/

domenica 3 novembre 2013

Un cavo tranciato.

Giovedì scorso ho trovato il telefono di casa isolato.

Infuriato ho passato la giornata segnalando al mio gestore di RETEVELOCE il mio disagio, sentendomi rispondere che avrebbero provveduto prima possibile (cosa che in gergo lavorativo vuol dire quando cazzo di pare).

Tornando a casa mi sono accorto quanto il problema in realtà non fosse isolato alla mia utenza, ma al fatto che durante dei lavori stradali sono stati tranciati dei non ben identificati cavi del monopolista dell’ultimo miglio telefonico e che quindi tutta la zona era isolata.

Questo ha posto il mio disservizio in secondo piano, ok, faccio un uso smodato di internet a casa, ma questo disagio non è paragonabile con quello che subisce un negoziante che senza quella linea rischia di perdere clientela e quindi guadagno vero.

Al momento riesco a giostrarmi come posso (inoltrando giornalmente richieste d’intervento al gestore di cui sopra) utilizzando la banda che mi garantisce il mio gestore telefonico per le cose veramente essenziali (scaricare Super Castlevania IV su Wii U e Mu dai podcast di Rai Radio 2 o ampliare la galleria di foto del nostro prossimo progetto cinematografico) e non mi perdo in quella colonna di destra di repubblica.it che ogni persona subisce (anche se non direttamente dal sito descritto) quando si incanta davanti ad uno schermo, sia esso d’un computer o d’un qualsiasi device che lo permetta, per ore.

Sto cercando invece di recuperare quel telefilm/giochi/fumetti dimenticati lì in disparte per troppo.

Magari quest’esperienza mi insegnerà a gestire un attimo meglio il tempo che sempre meno ho a disposizione.

Vi bacio.